Città ferita

Milano, Pensiero

Buongiorno a tutti,

mi chiamo Rossella e sono milanese. Sono nata, cresciuta e probabilmente morirò nella città di Milano. Milano città della moda, del design, degli affari e dello sviluppo, ma soprattutto la mia città e io la amo.

Milano è stata ferita. Gravemente. Il 1° maggio qualcuno ha deciso che la mia città doveva pagare per le sue irrequietezze: aveva bisogno di distruggere qualcosa per appagare la sua bestiale necessità di ricordare al mondo che esiste. Dice di essere contro il potere ed usa la guerra per protestare. Violenza contro la mia città, contro la civiltà, contro chi non è d’accordo con lui.

Grazie ai poliziotti che hanno difeso Milano. Grazie ai miei concittadini che hanno reagito rimboccandosi le maniche e dimostrando di essere più forti di quei due o trecento che cercano di tingere di nero la democrazia.

Ieri sono andata per le strade per andare a trovare Milano come si andrebbe a trovare un amico dopo un incidente. Rabbia, dolore, sconforto ed ancora rabbia. Ho scattato foto. Volevo documentare l’accaduto, ma la postproduzione ha preso una piega differente dal solito. I sentimenti e le sensazioni hanno preso il sopravvento.

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Inattesa soddisfazione. Si ringrazia la Natura.

Natura

eclissi20032915Milano

Eccomi che torno per pubblicare questo esperimento che la Natura mi ha permesso di fare: le foto di una eclissi di sole! Settimana reclusa in casa per questioni di salute. Mercoledì mi decido ad acquistare on-line su un famoso ed affidabilissimo sito un set di filtri neutri a lastra con varie densità per provare l’impresa. Compro con la spedizione entro la mattina di giovedì in modo da poter fare qualche prova e da essere pronta per il venerdì a riprendere l’evento. La consegna, per la prima volta, non rispetta i tempi previsti. Passo il giovedì pomeriggio con un orecchio attaccato al citofono nella speranza che il corriere intuisca nel profondo del suo cuore l’urgenza della consegna e la gioia che questo potrebbe donare ad una povera malata. Ma nulla. Il corriere è un uomo senza cuore. Questa mattina, desolata, osservo il sole con due paia di scarsissimi occhiali coi quali metto a repentaglio le mie retine: non vanno bene. Allora mi arrampico in cima ad un armadio fino a trovare delle vecchie radiografie. Quella del mio piede sinistro andrà bene. Mi piazzo sul balcone con la lastra appiccicata agli occhi e…si vede tutto! Non oso immaginare cosa pensino di me i passanti che mi vedono in quelle condizioni sul balconcino del primo piano. Monto il cavalletto, lo zoom più lungo che ho (250mm) e attacco la radiografia alla macchina. Naturalmente l’eclissi è già cominciata, ma chi si accontenta gode ed io sono soddisfatta delle foto che sono riuscita a scattare prima che il sole sparisse dietro il palazzo che ho davanti. Ah, la prima eclissi non si scorda mai! PS: L’eclissi termina alle 11:45. Il corriere citofona alle 12:00.

L’importante è partecipare

Contest

La volpe all’uva direbbe che l’importante è partecipare ed io, quindi, ho partecipato…

Il 12 ottobre 2014 si è tenuta la prima Milano Photo Marathon: una maratona fotografica “a tema” per fotografi di ogni livello. L’ho trovata una cosa troppo interessante per lasciarmela sfuggire così, con un amico altrettanto curioso (ciao Stefano!), mi sono iscritta.

La regola è che le foto in gara devono essere scattate esclusivamente all’interno della città di Milano nel giorno in cui si svolge maratona. I temi sono consegnati a gruppi di 3 ogni 3 ore nel punto di ritrovo, piazza Gae Aulenti, dove timbri il cartellino per attestare la presenza e rimanere in gara.

Arrivata in piazza alle 10:00 trovo un ventaglio di tipologie di iscritti che vanno dal bambino con la compattina digitale accompagnato dai genitori al fotografo super professionale (anche un po’ invasato) con borsoni di obiettivi, gilet multitasche pieni di filtri, cavalletti apparentemente poco maneggevoli e diversi corpi-macchina appesi al collo. In questa gradazione mi colloco più vicina al bambino: Canon EOS 70D, obiettivo Tamron 28-75 mm f.2.8 e cavalletto. In realtà nello zaino ci sono anche altri oggetti “pronti a tutto”: scotch, carta, pennarelli e peluches (è per questo che mi avvicino più al bambino)! Non ho usato nulla, ma se mi fossero serviti per costruire scene?

La situazione, che va migliorando durante la giornata, è: domenica e rischio pioggia.

Arrivano i primi 3 temi ed ecco farsi strada il vuoto mentale: “City life”, “Davanti a tutti” e “Mai coi man in man” (“mai con le mani in mano” per chi non è milanese). Come si fa a sacattare una foto di city life in mezzo al deserto?

Alle 13:00 viene annunciato il secondo pacchetto di temi: “Forma perfetta”, “Come & See – scopri cosa ti circonda” e “Impatto zero”.

Alle 16:00 ecco gli ultimi 3 temi: “Street Fashion”, “Underground” e… dulcis in fundo…”Luci rosse”! Olè!

Devo ammettere che alcuni temi li ho buttati lì perché non mi ispiravano per nulla: vediamo se indovinate quali sono. Certo che dopo 9 ore di spremitura di meningi e 19km in giro per la città con lo zaino la fantasia e la creatività si dissolvono come ghiaccio al sole e le azioni di selezionare, postprodurre e uplodare gli scatti sul sito per metterli in gara si riducono al minimo indispensabile. Alla fine, però, ho fatto tutto. Dovremo aspettare gennaio 2015 per il giudizio finale per cui, se glisserò sull’argomento, significa che ho partecipato e basta.